I Giochi Olimpici del 2020 non potranno avere come location la città di Roma. E’ ufficiale. Mercoledì il Presidente Monti, che già aveva avuto il voto unanime del Governo per bloccare la candidatura della Capitale, ha ribadito il suo no.
In tempi di crisi, opinione per altro condivisa anche dall’Unione Europa, meglio non gravare sul Paese con operazioni molto costose e “il cui rendimento a corto termine non è sempre scontato“.
Personalmente sono d’accordo con la scelta del Premier e non perchè io non sia una persona sportiva. Fino a qualche tempo fa non potevo certo definirmi tale (anche perchè il mio fisico non me lo avrebbe permesso) poi da qualche anno ho fatto di necessità virtù ed eccomi a macinare km e km rigorosamente di corsa. Quindi il mio ragionamento esula da qualsivoglia considerazione di parte.
Non ho l’eta per ricordare l’organizzazione di Roma 1960, l’ultima volta che il nostro paese ha ospitato i Giochi Olimpici, ma un giorno, quando me lo chiederanno, avrò l’età per ricordare dello scandalo sugli sprechi per la costruzione degli impianti per i Mondiali di nuoto 2009; oppure l’edizione dei Giochi del Mediterraneo del 1997 a Bari, un’edizione che non ha certo lasciato il segno. Anzi! Con quell’edizione ci siamo giocati parecchie simpatie.
Definire l’Italia “organizzativamente all’avanguardia” mi sembra quanto meno masochistico.

