Tempo di trasloco

In occasione delle festività pasquali, ‘La versione di Vinz’ ha deciso di farsi un regalo: un dominio tutto suo!

www.laversionedivinz.com

Quello che era partito come un esperimento ha destato interesse tra i lettori. Pertanto, in segno di ringraziamento verso gli oltre 600 lettori che da gennaio ad oggi mi hanno onorato della loro visita, ho deciso di trasferire il blog su un dominio personale.

Aggiornate, quindi, i preferiti e reindirizzate i segnalibri sui vostri browser verso il nuovo blog www.laversionedivinz.com. Stessa veste grafica, stessa impaginazione e ho trasferito anche i vecchi post: solo un nuovo dominio.

Approfitto per fare i miei auguri per una serena Pasqua a tutti e voi ed ai vostri cari.

A presto.

Vinz

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

The winner takes it all

Un piccolo omaggio ad Agnetha Åse Fältskog nel giorno del 62esimo compleanno. “The winner takes it all” ovvero ‘chi vince prende tutto, ed il perdente – continua il ritornello – si sente una nullità’.

Ma nel mondo della Borsa e dei mercati finanziari sappiamo che non è così: le perdite, purchè piccole e controllate, sono una componente imprescindibile della nostra professione una specie di ‘costo’ che dobbiamo sostenere per portare avanti la nostra attività.
Non dobbiamo dimenticare che una perdita, se ‘frutto’ di una operazione pianificata e all’interno di un metodo operativo non equivale ad una sconfitta: teniamo a bada il nostro Ego, impariamo ad accettare le perdite, non cerchiamo inutili giustificazioni al movimento contrario e, soprattutto, soprattutto non  sentiamoci delle nullità. Solo così potremo apprezzare, ancor di più, i guadagni.

2 commenti

Archiviato in Uncategorized

‘La versione di Vinz’ è su Facebook

Dopo Twitter (@laversionedivin), ‘La versione di Vinz’ approda su Facebook, il più popolare dei social network che conta, solo in Italia, circa 21 milioni di iscritti.

Questo il link della Fan Page dove potete esprimere il vostro ‘apprezzamento’.

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Il primo giorno di primavera

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Ferie? No, grazie.

Con un referendum, i cittadini svizzeri hanno detto NO all’aumento del periodo di ferie da quattro a sei settimane. L’iniziativa ‘Sei settimane di vacanza per tutti‘, è stata bocciata dal 67% dei cittadini elvetici. Secondo i sindacati, promotori dell’iniziativa, l’aumento del periodo obbligatorio di ferie sarebbe stata una risposta al crescente stress dei lavoratori. Ha prevalso, invece, il buon senso di uno dei paesi più operosi e disciplinati per antonomasia.

E non è neanche la prima volta: già nel 1985 e nel 2002 iniziative destinate alla riduzione del tempo di lavoro erano state respinte.

Un risultato che avrebbe fatto rabbrividire, in Italia.

Il video che vi propongo è lo spot ideato dal comitato per il “no”, rappresentanto, tra gli altri, dai datori di lavoro e dai partiti di destra: un paziente in sala operatoria attende, invano, i medici.

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Cala la domanda di mutui: -44% a gennaio 2012

La domanda di mutui ipotecari da parte delle famiglie italiane nel mese di gennaio 2012 ha fatto segnare un calo del -44% rispetto al corrispondente mese del 2011. Lo rileva il barometro Crif sulla domanda di credito delle famiglie. La domanda del primo mese del 2012 segna un andamento molto più pesante rispetto al -6% del gennaio 2011 sullo stesso mese dell’anno precedente.

Certamente le offerte di mutui delle banche non sono tanto competitive da stimolarne la domanda. Gli spread applicati sui mutui, ovvero quella percentuale che, sommata al parametro di riferimento Euribor o BCE (per i mutui a tasso variabile) o Eurirs (per i mutui a tasso fisso), ne determinano il tasso finale, sono ancora a livelli piuttosto elevati.

Negli ultimi mesi, infatti, sono stati costantemente ritoccati al rialzo e, oggi, si aggirano in media intorno al 3,5% ma alcuni istituti applicano spread di gran lunga maggiori fino ad oltre il 4% o anche il 5%. Vengono vanificati, così, anche i cali dei tassi di riferimento Euribor ed Eurirs che sono sui minimi storici.
Alzare gli spread a questi livelli è un modo, molto diplomatico, delle banche per dire ‘rivolgetevi altrove‘ oppure ‘non è il momento giusto per richiedere un mutuo‘ o, peggio ancora ‘spiacenti, ma la nostra banca attualmente non è interessata ad erogare mutui di sicuro molto più elegante che sentirselo dire direttamente in filiale.
Perchè? Le banche sono attualmente impegnate in delicate operazioni di ricapitalizzazione o di riassestamento ed, oltretutto, i mutui non sono operazioni che riservano, nel breve periodo, i margini più alti di guadagno rispetto ad altri prodotti.

Qualcuno però c’è a dare il buon esempio: alcuni istituti hanno già cominciato a rivedere al ribasso i propri spread ed altri dovrebbero, nel giro di poche settimane, fare altrettanto.
Se a questo aggiungiamo lo scenario ribassista previsto per tassi di interesse (le stime, infatti, proiettano l’Euribor a 3 mesi a livelli dell’1%-2% per i prossimi tre anni) potrebbero esservi i presupposti per ottenere un mutuo ad un tasso non proprio improponibile.

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

La pazienza ha un limite

Una ventina di lavoratori in mobilità, altri mille posti di lavoro sfumati e 250 milioni di euro è il bilancio di un investimento che non vedrà mai più la luce: il rigassificatore di Brindisi della British Gas.

Che la burocrazia e le sue lungaggini siano quanto di più dannoso per il nostro Paese lo sapevamo già e, semmai ne avessimo avuto bisogno, questa è la conferma. Stanca di aspettare 11 anni i permessi e le autorizzazioni per realizzare un progetto da 800 milioni di euro, British Gas ha detto basta: con effetto immediato sono cessate tutte le attività su Brindisi.

Ma quello di Brindisi non è l’unico esempio di ‘stallo decisionale’ della Pubblica Amministrazione. Purtroppo.
A Vecchiano, nei pressi di Pisa, Ikea ha cancellato un investimento da 70 milioni e 300 posti di lavoro dopo aver atteso per 6 anni l’autorizzazione comunale.
A La Loggia (Torino), la stessa Ikea ha rinunciato ad un altro negozio: 70 milioni di investimento e 250 posti di lavoro mancati. Qui la Provincia di Torino, temendo il rischio di una speculazione immobiliare, ha bloccato il cambio di destinazione d’uso dell’area dove sarebbe sorto il megastore.
A Trieste di prefigura un altro rischio di fuga. La spagnola Gas Natural Fenosa attende da 7 anni l’autorizzazione per poter realizzare un impianto di rigassificazione da 500 milioni e che vedrebbe occupati, nella fase di costruzione, circa 4.500 lavoratori, una settantina di addetti a regime ed un indotto da più di 300 posti di lavoro.

In momenti come questi, di crisi economica ed occupazionale, è doveroso dare delle risposte chiare, in termini di tempi certi e di iter amminsitrativi chiari agli investitori  stranieri che scelgono l’Italia, per non correre il rischio di diventare un Paese incapace di attirare capitali ed investimenti.

Percé come si dice: anche la pazienza ha un limite.

2 commenti

Archiviato in Uncategorized